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Intervista al Maestro Kabir Godi
Agosto 5, 2024

Intervista al Maestro Kabir Godi

Di admin

Nato a Ponte dell’Olio, in Emilia-Romagna, fin da giovane coltiva la passione per la pasticceria. Dopo aver conseguito la qualifica professionale presso il CFP di Gravellone Toce, inizia il suo percorso lavorativo, perfezionando le sue capacità e acquisendo esperienza in rinomate pasticcerie, hotel e cioccolaterie milanesi.

Nel 2008, la sua carriera prende una svolta significativa con l’approdo al Relais e Chateaux Villa Crespi, situato sulle rive del Lago d’Orta. Qui, Kabir Godi assume il ruolo di Pastry Chef al fianco di rinomati maestri come Cinzia Primatesta e Antonino Cannavacciuolo, contribuendo al successo di questo ristorante stellato Michelin.

Nel 2017, coglie una nuova sfida: l’apertura della Pasticceria Cannavacciuolo Bakery a Novara. In qualità di Pastry Chef e responsabile, guida un team di cinque persone, ponendosi al centro di ogni aspetto produttivo, dalla creazione di lievitati, biscotteria e torte cerimoniali alla gestione della gelateria e ai rapporti con i fornitori.

La sua esperienza non si limita però alla pasticceria tradizionale. Nel 2019, con l’ampliamento del Gruppo Cannavacciuolo, assume la responsabilità del Laboratorio di Pasticceria Artigianale a Suno (NO), un nuovo capitolo che conferma le sue doti di leadership e la sua dedizione all’innovazione.

Il Pastry Chef Kabir Godi rappresenta un’eccellenza nel panorama della pasticceria italiana. La sua passione, il suo talento e la sua costante ricerca della perfezione lo rendono un vero maestro del gusto, capace di creare capolavori dolci che conquistano i palati più esigenti.

Come è iniziata la tua passione per la pasticceria?
La mia passione per la pasticceria ha avuto origine durante gli anni della scuola superiore, quando ho frequentato il triennio di panetteria e pasticceria a Gravellona Toce, ottenendo l’attestato di pasticciere. Questa scelta è stata facilitata dalla mia innata golosità e dalla passione per i dolci, che mi ha spinto a intraprendere questo percorso fin da giovane.

Ricordi un momento in particolare che ha fatto la differenza nel tuo percorso?
Nel mio percorso, non ci sono stati momenti eclatanti o riconoscimenti particolari. La mia forza è sempre stata rappresentata dall’impegno costante, dalla perseveranza e dalla dedizione dimostrata in ogni ambiente lavorativo. Questo impegno ha gradualmente prodotto risultati tangibili, permettendomi di progredire nella mia carriera.

Come definiresti il tuo stile di pasticceria?
Il mio stile di pasticceria si caratterizza per un approccio contemporaneo che, al contempo, rispetta profondamente la tradizione. Questa combinazione, seppur apparentemente paradossale, riflette fedelmente il mio credo e la mia visione artistica.

Quali sono le tue fonti di ispirazione quando crei i tuoi dolci?
Le mie creazioni trovano ispirazione principalmente nella ricerca continua e nell’approfondimento degli argomenti legati alla pasticceria. Pur tendendo a limitare l’influenza esterna, privilegio le intuizioni personali e le sensazioni emerse durante il processo creativo.

Quali sono le specialità che preferisci preparare e perché?
La mia passione più profonda è il cioccolato, un ingrediente con cui mi sento in sintonia e che amo lavorare. La creatività sprigionata durante la creazione di cioccolatini e dessert a base di cioccolato rappresenta per me un’autentica espressione artistica.

Dopo la svolta di Milano sei arrivato al laboratorio di Cannavacciuolo. Come sei giunto a questo punto?
Dopo diversi anni di lavoro a Milano in importanti realtà, nel 2015 fui contattato da Chef Cannavacciuolo, che mi propose il ruolo di Pastry Chef a Villa Crespi. Accettai con entusiasmo. A quell’epoca, lo chef stava avviando vari progetti di apertura, e nel 2017 concretizzò il suo sogno di creare un laboratorio di pasticceria separato dalle cucine dei ristoranti, ma funzionale ad esse. Decise di affidarmi la guida di questo nuovo progetto, e io accettai. Iniziammo in un piccolo laboratorio con negozio annesso, ma ben presto ci rendemmo conto dei limiti dovuti allo spazio ristretto. Così nacque il laboratorio in cui ci troviamo oggi, con capacità e macchinari decisamente migliori.

Che tipo di pressioni ci sono nel tuo ruolo? Come le gestisci?
Il mio ruolo comporta la gestione di molteplici pressioni, tra cui la necessità di soddisfare le richieste dei clienti e rispettare i tempi di consegna degli ordini. Per affrontare queste sfide, mi avvalgo di una rigorosa organizzazione e di una costante comunicazione con il team, garantendo un servizio efficiente e di alta qualità.

Come avviene la selezione degli ingredienti nel laboratorio?
La selezione degli ingredienti avviene con estrema cura, privilegiando fornitori storici e rinomati per la qualità della materia prima. Eventuali nuovi prodotti vengono attentamente testati e valutati prima di essere introdotti nella produzione, garantendo sempre standard elevati di qualità e freschezza.

Come è strutturata la tua giornata tipo?
La mia giornata lavorativa è estremamente variegata e flessibile, in base alle necessità del laboratorio e agli impegni in corso. Posso dedicare intere giornate alla produzione, alla ricerca e sviluppo di nuove ricette o alla gestione amministrativa del lavoro.

Qual è la cosa che ti fa più infastidisce di più? E quale invece quella che apprezzi maggiormente?
Mi infastidisce particolarmente la mancanza di rispetto verso il lavoro, i colleghi o la materia prima utilizzata. Al contrario, apprezzo profondamente l’impegno e la dedizione mostrati dai membri del team, soprattutto quando si traducono in risultati concreti e di qualità.

Quale consiglio daresti a chi aspira a diventare pasticciere?
Il miglior consiglio che posso offrire è di perseguire la propria passione con determinazione e impegno costante. È fondamentale essere consapevoli che i risultati derivano dall’entusiasmo e dall’impegno personale, piuttosto che dalle aspettative nei confronti dei datori di lavoro.

Cosa ne pensi dei programmi tv in stile reality? Hanno influenzato un po’ la visione che le persone hanno di questa realtà?
I programmi TV in stile reality hanno certamente influenzato la percezione comune del settore della pasticceria, proponendo una rappresentazione spesso semplificata e distorta della professione. È importante, tuttavia, sottolineare che il successo in questo campo richiede dedizione, competenza e una solida formazione professionale.

C’è qualcosa che sogni ancora di realizzare nel mondo della pasticceria? Hai altre ambizioni e progetti per il futuro?
Al momento, il mio principale obiettivo è mantenere un elevato standard di qualità e innovazione nel mio lavoro quotidiano. Nonostante non abbia ambizioni particolarmente alte mi piacerebbe vedere riconosciuti i miei sforzi attraverso un apprezzamento crescente da parte della clientela e degli esperti del settore.

Cosa ne pensi di APEI? Quanto è importante per te farne parte?
Far parte di APEI rappresenta per me un onore e una gratificazione personale. Essere affiliato a un’associazione di eccellenza come APEI mi stimola a migliorare costantemente e a mantenere gli elevati standard professionali che contraddistinguono la mia attività. La possibilità di condividere esperienze e conoscenze con i migliori pasticceri d’Italia è un’opportunità unica che mi spinge a dare sempre il meglio.

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